"La
salute non è tutto, ma senza salute tutto è niente". (Arthur Schopenhauer)
Comunitando, che narra di comunità e
Innovazione nella PA in movimento, era inattivo in letargo, finché non ho sentito il richiamo
al mouse, trascinata dallo “scenario comunicativo” del primo cittadino di Isernia Piero Castrataro, che dal 26 dicembre, dorme
in una tenda davanti all’ospedale di questa dimenticata provincia molisana per mostrare tutte le criticità del sistema. Questo gesto radicale e simbolico rappresenta una protesta contro il progressivo
definanziamento della sanità pubblica e la prospettata razionalizzazione dei
servizi sanitari Molisani prevista dal piano operativo sanitario 2025-2027. “Qui
la salute sembra un privilegio sfuggente”. Tagli alla Sanità che lasciano i
cittadini in un disagio sempre più
incalzante. Questo gesto volutamente plateale,
vuole essere un grido fuori le righe per scuotere gli animi e obbligare
alla riflessione. Non dalla torre d’avorio della cultura e Piero Castrataro potrebbe
permetterselo con spocchia considerando il suo curriculum brillante di uomo di
scienza, ma da una tenda-capanna natalizia. E’ da quella temeraria location che
reclama la stella cometa della
giustizia. La sua voce si fa sentire a mò di provocazione e di esortazione al
cambiamento. La voce di un uomo di
“scienza e coscienza”, parafrasando Ippocrate che esortava i medici ad applicare le
conoscenze scientifiche e le responsabilità morali al servizio
del popolo. Una voce che scuote gli
animi e trascina è poco amata da chi del consenso sociale fa la sua missione,
poco gradita dai politici avversi, ma è una voce imperativa che costringe
all’ascolto. L’opinione pubblica scossa si scatena, c’è chi parla di coraggio,
chi di trovata pubblicitaria a fini elettorali, chi si propone di emulare il
gesto, chi sostiene e condivide. Mi piacciono i commenti di Nica Macera, sui
quali sono inciampata spulciando il web : “Al di là di ogni colore o ideologia politica
credo che quando si parla di sanità e di diritti negati non debbano esistere
coalizioni. La tutela della salute riguarda tutti noi e richiede impegno e
attenzione da parte di ogni istituzione e della società civile. Il diritto alla salute è un diritto
fondamentale di ogni individuo, come sancito dall'articolo 32 della
Costituzione. Siamo vicini a questa
iniziativa perché crediamo che difendere l'ospedale e il diritto alle cure, significhi difendere la dignità di un intero
territorio già martoriato e penalizzato. È una lotta che riguarda tutti, non
solo la città di Isernia ma l'intera provincia. Una battaglia di tutti,
istituzioni, cittadini, associazioni, comitati…tutti insieme affinché i nostri
diritti siano esigibili.” E’ su questa linea che si muove il World Cities Day
del 31 0ttobre.
La
salute BENE COMUNE
“La
salute quindi non come mera questione sanitaria, ma come bene comune, risultato dell'interazione tra ambiente, societa',
economia e cultura. E' questo il contenuto fondamentale del 'Manifesto sulla
salute nelle citta' bene comune', presentato nella sua versione aggiornata 2025
presso la sede di Anci, in occasione del World Cities Day del 31 ottobre e
della Giornata nazionale di sensibilizzazione sulla salute nelle citta' come
bene comune, promossa da Health City Institute, in collaborazione con CITIES+,
Federsanita', Fiaso, la Rete delle citta' sane dell'Oms, Science for Cities,
Italian Wellness Alliance, Planetary Health Inner Circle, l'Osservatorio sulla
salute bene comune, Fondazione SportCity, la Societa' italiana di Medicina
generale e delle cure primarie, il Consiglio nazionale dell'Ordine degli
Psicologi, Cittadinanzattiva, Fondazione Longevitas, Science for Cities,
l'Osservatorio permanente sullo sport, l'Istituto per la competitivita'.
L'iniziativa ha l'obiettivo di promuovere un approccio integrato tra
urbanistica, innovazione, salute pubblica e benessere fisico e mentale… Tra i
principali risultati che il Manifesto ha ispirato, la nascita dell'Health City
Manager, professionista dedicato alla governance integrata della salute nelle
citta', oggi riconosciuto come better practice a livello internazionale.(il
sole 24 0re)
“Negli
anni, il Manifesto è stato progressivamente arricchito da nuove priorità e
azioni: la promozione dello sport e la nascita del concetto di SportCity, la
valorizzazione delle reti di prossimità, l’attenzione alla salute mentale e
alle fragilità psicologiche, l’impulso alla digitalizzazione e all’uso etico
dell’intelligenza artificiale, fino all’istituzione di Osservatori permanenti
sulla salute nelle città e alla creazione di network delle città e della
comunità scientifica. Queste integrazioni hanno confermato la sua natura di
documento dinamico, capace di adattarsi alle trasformazioni sociali e urbane”.
Adottare
il Manifesto significa assumere un impegno politico, culturale e sociale:
costruire città inclusive, resilienti e sostenibili, dove la salute diventa il
fondamento della democrazia, della giustizia sociale e di un futuro equo per le
nuove generazioni.”
La
vision del Manifesto del World Cities Day nel contesto di una regione che
arranca per garantire misure minime, si
schianta letteralmente. Si precipita nella triste consapevolezza che persino un
posto in ospedale è un privilegio non un diritto inalienabile. Nel Molise siamo
ben lontani dai 16 punti del manifesto. Se li condividiamo, abbiamo due
opzioni: possiamo restare osservatori sterili e supinamente accettare la
condizione di regione fanalino di coda
con standard veramente bassi o possiamo… tentare l’impossibile.
“Qualunque
cosa tu possa fare o sognare di fare, incominciala! L’audacia ha in sé, genio, potere e magia”. (Goethe)
